REGIONE LAZIO
Deliberazione n. 234 della Giunta regionale del 22 aprile 2026
Adozione della proposta di “Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) 2026-2031” della Regione Lazio, comprensivo del Rapporto Ambientale ai fini della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), di cui al D. Lgs. 3 aprile 2006 n.152 e ss.mm. ii.
Linee di indirizzo della Giunta e contenuti del Piano regionale
- Sviluppare ogni azione di competenza per prevenire la produzione dei rifiuti e ridurre la produzione di scarti;
- Incentivare le strategie volte a dare compiuta attuazione ai principi dell’economica circolare nella prospettiva di aumentare il recupero di materia da rifiuti e ridurre drasticamente lo smaltimento in discarica, in coerenza con la gerarchia comunitaria, promuovendo sistemi premiali per i soggetti pubblici e privati più virtuosi;
- Incentivare il ricorso a sistemi puntuali per il pagamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e definizione di un’unica tariffa per il conferimento finale del rifiuto urbano residuo sul territorio regionale;
- Aumentare la quantità e la qualità della raccolta differenziata implementando i modelli più efficaci ed efficienti sotto il profilo tecnico ed economico, sulla base delle specificità del territorio;
- Garantire, attraverso il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e delle ulteriori risorse regionali disponibili, una dotazione impiantistica con elevati standard qualitativi di tipo gestionale e tecnologico, promuovendo una gestione del ciclo dei rifiuti che contribuisca in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, nel rispetto degli obiettivi di salvaguardia, tutela e di valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali;
- Individuare, attraverso una attenta analisi dei flussi e l’applicazione di metodologie di analisi del ciclo di vita, il fabbisogno impiantistico regionale per i flussi generati dalla RD, nel rispetto degli indirizzi del PNGR, definendo una rete integrata e adeguata di impianti finalizzata a limitare l’esportazione di rifiuti e scongiurare il ricorso alle discariche;
- Incentivare il ricorso alla raccolta differenziata domiciliare (porta a porta) da parte degli Enti Locali e dei sistemi di cauzionamento del vetro e della plastica (vuoto a rendere) con incentivi a enti locali, alle imprese e ai cittadini;
- Privilegiare la gestione pubblica degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti nel quadro della strategia tendente “verso rifiuti zero” per l’attuazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti secondo i principi dell’economia circolare;
- Favorire la partecipazione informata dei cittadini e dei Comitati ai processi decisionali attraverso lo sviluppo di un piano di informazione e comunicazione;
- Incentivare la realizzazione di impianti di compostaggio anche attraverso la semplificazione delle procedure autorizzative, nel rispetto della normativa nazionale, ed introdurre incentivi economici per la realizzazione di impianti di compostaggio domestico e di comunità con la previsione di una sostanziale riduzione della tariffa dei rifiuti per cittadini ed imprese al fine di incentivarne il ricorso e di ridurre la produzione di rifiuti;
- Promuovere la semplificazione, nel rispetto della normativa nazionale e la digitalizzazione delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti, assicurando tempi certi alle imprese e agli operatori del settore;
- Garantire adeguata impiantistica regionale per la gestione dei Rifiuti Contenenti Amianto al fine di accelerare la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici e privati;
- Garantire adeguata impiantistica regionale per il trattamento e il riciclaggio dei Veicoli Fuori Uso, secondo i criteri dettati dalla normativa comunitaria;
- Elaborare, con il supporto di ARPA e province, una pianificazione sistematica dei controlli ambientali sugli impianti di gestione dei rifiuti, in modo da garantire lo sviluppo di un’economia virtuosa nel rispetto della normativa vigente;
- Conseguire l’autosufficienza su base territoriale, effettuando ogni opportuna valutazione circa l’organizzazione territoriale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani con riferimento agli ambiti territoriali individuati dal piano rifiuti vigente al fine di adeguarlo alle linee guida di cui all’articolo 195, comma 1, lettere m), n) ed o), del decreto legislativo n. 152 del 2006; in tale contesto, la valutazione dovrà inoltre essere svolta anche al fine di valutare ai sensi dell’art. 200, comma 7, del decreto legislativo n. 152 del 2006, il ricorso a modelli alternativi o in deroga a quello degli Ambiti Territoriali Ottimali al fine di soddisfare i criteri generali e alle linee guida riservati, in materia, allo Stato ai sensi dell’articolo 195;
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